SANTA MARIA
DELLA CROCE
#walkingaround

La Chiesa di Santa Maria della Croce risale probabilmente al X secolo. Alcuni documenti menzionano pellegrinaggi in questo luogo sacro ancora prima dell’anno 1000: questo la porterebbe ad essere una delle chiese più antiche del capoluogo. 

A causa dello spopolamento della zona alta del borgo in favore della valle, Santa Maria della Croce si trasformò da semplice oratorio, quale era in origine, a chiesa di maggiore rilevanza della città, tanto che una delle porte di accesso al capoluogo porta proprio il suo nome.

Alla Chiesa va attribuita anche la nascita della prima congrega religiosa di Campobasso, quella dei Crociati, costituita principalmente dai nobili campobassani, e ben presto riconosciuta anche dalla Santa Sede. 

L’interno si presenta diviso in tre navate a pianta a croce latina, ossia con il transetto trasversale alle stesse, proprio a ricalcare il simbolo della croce.

Le pareti esterne della chiesa sono in condivisione con le costruzioni che la cingono lateralmente, non lasciando subito individuare la sua natura ad un passante distratto.

La facciata, dal sapore neoclassico, è stata totalmente restaurata negli anni '30 e presenta colonnine  sormontate da capitelli decorati con motivi floreali, a sostegno di una lunetta a tutto sesto, al di sopra della quale è collocato un rosone. Il campanile si può scorgere sul lato destro dell’edificio, arricchito da monofore sui tre lati. Il portale principale è "incastonato" all’interno dei due ingressi minori che conducono direttamente nelle navate laterali.

Percorrendo le navate si giunge al presbiterio che accoglie un altare in marmo, in evidente stile barocco, risalente al 1760. Il presbiterio è arricchito da tre nicchie in cui sono posizionate la Statua dell’Immacolata e, lateralmente, le statue di San Giovanni e San Giuseppe. Le prime due sono state create dal sapiente genio dello scultore campobassano Di Zinno.

Nella navata centrale l’incrocio con il transetto è sovrastato da una cupola, originaria del ‘400 e ricostruita ex novo durante la ristrutturazione degli anni '30, articolata in otto spicchi che permettono l’ingresso della luce in chiesa.

E’ da questa chiesa che parte, nel pomeriggio del Venerdì Santo, una delle processioni più forti alle quali poter assistere. All’imbrunire varcano il portale di ingresso la statua della Madonna e quella del Cristo Morto, accompagnate, tra gli altri, da un coro di 700 cantori che intonano, più volte durante il percorso, un canto struggente e potente, il “Teco Vorrei”. 

Il corteo percorre le vie del centro città, fermandosi in quei luoghi in cui la sofferenza è più forte, tipo davanti al carcere cittadino.