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"Esistono luoghi che respiri
e senti tuoi.
Come quelle persone che,
anche se non hai mai incontrato,

conosci da sempre"

CENTRO
STORICO

#walkingaround

Caratteristica è la sua forma a ventaglio, che parte dalla sommità del monte e scende accarezzando le pendici dello stesso.

Racconta di un territorio che è stato occupato e trasformato fin dall'epoca sannita, a partire dai primi insediamenti in cima a “i Monti”.

Alcuni studiosi ipotizzano la costruzione di una cinta muraria, rozza ma imponente, tirata su a difesa del tratturo Matese - Taverna del Cortile, confluente nel principale Castel di Sangro – Lucera, e delle vie di comunicazione che attraversavano il territorio.

Altre fonti, invece, raccontano della presenza di un tempio pagano, dedicato ad Ercole, laddove sorge al momento la Chiesa di San Giorgio.

Ad ogni modo è in piena epoca longobarda (IX sec. D.C.) che si legge per la prima volta il nome “campibassi” in uno scritto dell'Adelchi II, principe di Benevento.

Dal carattere sommario, il primo nucleo abitato di Campobasso sorgeva a ridosso della cima del Monte di Sant'Antonio, come agglomerato di casette in legno. Con lo scorrere degli anni le costruzioni si irrobustirono, passando alla pietra, come conseguenza di un ruolo sempre più importante che la città ricopriva all'interno del territorio, senza però avere nessuna forma di pianificazione urbanistica.

Solo a seguito della costruzione delle chiese di San Giorgio, San Mercurio (X sec.) e San Bartolomeo (XIII sec. d.C.) si inizia a delineare un "progetto" urbanistico che darà vita alla forma a ventaglio chiaramente visibile nelle fotografie aeree.

E' proprio in epoca Normanna che il nuovo agglomerato venne inglobato nel resto della città, diventando necessaria una riorganizzazione degli spazi sociali attorno alle piazze, ai mercati ed alle nuove chiese.

A seguito del terribile terremoto del 1456, che rase al suolo buona parte della città e colpì duramente anche le mura della chiesa di San Leonardo (eretta verso la fine del XIV sec. e diventata un punto nevralgico della città), il Conte Cola Monforte decise di costruire una doppia cinta muraria, divisa in un camminamento superiore “apportico” entro il cui perimetro si effettuava il giro di ronda, ed un “supportico”, destinato allo spostamento dei soldati.

La nuova cinta muraria arrivò anche a lambire quelle zone più periferiche, come San Paolo e San Mercurio, estendendo così la protezione della città verso l'esterno.

Nel XVI sec., a ridosso della porta di ingresso principale, si assistette alla costruzione del mercato, della dogana, del fondaco del sale e della farina, mentre nella piazza di San Leonardo venne eretto il Palazzo Ducale.

Man mano che la popolazione scendeva a valle, il Castello perdeva la sua funzione difensiva e di organizzazione della vita sociale, fino ad essere trasformato in prigione prima e camposanto poi.

Nel XVII sec. la città “si fece bella”, con uno sviluppo edile notevole tra la zona di Sant'Antonio Abate e Via Ziccardi di costruzioni dal carattere rinascimentale e palazzi gentilizi, mentre nella parte alta del borgo si andarono ad occupare anche quei piccoli pezzetti di terra adibiti ad orti privati fino a qualche tempo prima.

L'eccessiva pressione edilizia fece sì che le autorità comunali si videro costrette a concedere il permesso di costruire anche all'interno delle mura, lasciando che le stesse fossero inglobate direttamente nelle nuove costruzioni.

Nel 1806 Campobasso divenne finalmente capoluogo della provincia del Molise e, sotto l'egida del Re di Napoli Gioacchino Murat, si iniziò a costruire quello che resa Campobasso una splendida “città giardino”, secondo il progetto dell'architetto Berardino Musenga.

Al di fuori delle mura vennero infatti costruiti i palazzi comunali ed edifici dalla funzione pubblica, intervallati da piazze fiorite, giardini e ville, tutte secondo un piano edilizio unitario.