CHIESA DELLA
SS. TRINITA'
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La Congrega della SS. Trinità già esisteva nel 1490 e aveva la sua sede nella Chiesa di S. Pietro in via Plana, ubicata fuori le mura della città. Nel 1504  il Duca di Termoli e Signore di Campobasso, Andrea de Capua, decise di edificare una nuova chiesa appena fuori le mura che cingevano il borgo antico. 

Sembra che furono proprio i Trinitari, divenuti celebri nel corso del XVI secolo per la rivalità con i Crociati (che avevano la sede della loro congregazione nella vicina chiesa di Santa Maria della Croce), a suggerire al duca la denominazione della SS. Trinità.

Quando la chiesa fu completata, l’intera confraternita composta dalle famiglie di mercanti e commercianti, di origini non sempre autoctone, si trasferì nella zona dove sorge l’attuale Cattedrale. La costruzione dell’imponente torre campanaria venne iniziata solo più tardi, così come il pronao con le sei colonne, eretto tra il 1855 ed il 1859.

Il terribile sisma del 1805 rase al suolo la struttura, che venne ricostruita su progetto dell'architetto Bernardino Musenga tra il 1815 ed il 1829, più bassa e buia della precedente.

Nel 1860 la chiesa fu chiusa al culto e utilizzata come caserma. Nel 1915, in piena guerra mondiale, la cattedrale fu adibita ad accogliere i feriti di guerra, trasformandosi in ospedale militare.

Soltanto quando Mons. Romita trasferì la Diocesi da Bojano a Campobasso nel 1927, la Chiesa della SS. Trinità potè riappropriarsi dello splendore e della maestosità che tuttora la caratterizzano.

La facciata in pietra della Cattedrale di Campobasso, in stile neoclassico, presenta un pronao formato da quattro colonne centrali e due pilastri laterali, tutti sormontati da eleganti capitelli in stile ionico, a sostegno di un frontone triangolare liscio.

Sull’imponente portale di ingresso è posto lo stemma arcivescovile del primo vescovo di Bojano-Campobasso, Mons. Romita. 

L’interno della Cattedrale è diviso in tre navate. Lungo quelle laterali si aprono due cappelle: sulla destra vi è quella del SS. Sacramento, che conserva l’affresco dell’Ultima Cena, dipinto dal Trivisonno nel 1933 ed un coro ligneo; sul lato sinistro vi è la Cappella della Madonna del Rosario; sul fondo, ai lati dell'altare maggiore, vi sono le Cappelle di San Giuseppe e del S. Cuore.

Nella zona presbiteriale campeggia un maestoso baldacchino, impreziosito da elaborati capitelli in stile corinzio. Dietro l’altare si potrà notare, in ultimo, un crocifisso ligneo ed un imponente organo. 

Sulla volta dell’abside, a completare lo sguardo, si potrà ammirare un affresco del pittore Romeo Musa, raffigurante la Pentecoste.