CASTELLO
MONFORTE
#walkingaround
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Simbolo della città, la domina dai suoi 790 mt s.l.m. e prende il nome dalla famiglia  Monforte-Gambatesa,  per opera del Conte Nicola “Cola” Monforte che lo ristrutturò 2 anni dopo il terribile terremoto che devastò la città nel 1456.

Riconosciuto come monumento nazionale, si impianta su un vecchio castello risalente al secolo precedente, come riportato in alcune mappe del 1375, anche se il ritrovamento di mura ciclopiche fa ipotizzare un impianto sannita preesistente (IV-II sec. A.C.).

Si può raggiungere la collina Monforte, o Montebello (per i campobassani sono “I Monti”) salendo per il viale che si snoda lungo le pendici, o percorrendo il panoramico percorso della Via Matris oppure contando le decine di gradini che tagliano il centro storico. 

Il massiccio impianto quadrangolare presenta un ingresso posto sul lato opposto a quello utilizzato in origine dal Conte Cole. Si accedeva al maniero, infatti, attraverso un ponte levatoio che si apriva su di un fossato asciutto, rivolto ad oriente.

Varcando l’ingresso principale ci si troverà accolti in un magnifico atrio, attraversando il quale si potrà notare lo stemma dei Monforte – una croce accantonata da quattro rose – posizionata nella chiave del portale originario.

Facendo scorrere lo sguardo lungo le imponenti mura, si noteranno immediatamente le divisioni in piani e la traccia delle scale. Salendo verso l’alto si potrà ammirare il profilo guelfo della merlatura che si staglia contro l’azzurro carico del nostro cielo.

Al lato sinistro dell’ingresso c’è una sala coperta, all’interno della quale è stato predisposto nel 1937 il Sacrario dei Caduti. Lungo la stessa parete si accede al terrazzo, inerpicandosi per un scalinata intervallata da piccole feritoie, in cima al quale si potrà godere di un suggestivo panorama: il “ventaglio” del nostro centro storico, i resti delle mura identificate da alcuni come sannite, e quel che resta della campagna circostante che si estende a perdita d’occhio.

La vista panoramica è davvero incantevole e da qui si potrà finalmente respirare aria pulita e frizzante, godere del calore diretto del sole in una bella giornata primaverile e riempirsi gli occhi di un paesaggio ancora verdeggiante ed avvolgente.

Nello stesso terrazzo trova anche posto la Stazione Meteorologica dell'Aeronautica Miltare.

Il Castello è di proprietà del comune di Campobasso dal 1861, quando fu acquistato per 460 ducati, dopo una lunga serie di trattative con il Demanio.

La struttura del maniero, ed il successivo restauro, lasciano pochi dubbi circa la sua destinazione d'uso: più che un castello nobiliare, fu infatti utilizzato come strumento militare. Era collegato, attraverso una serie di fortilizi ed altre opere, ad una doppia fila di mura costituita da una parte superiore -  definita “apportico” - utilizzata per il cammino di ronda, ed una inferiore - definita “supportico” - destinata agli spostamenti dei soldati, distanziate tra loro di circa 4 metri.

In pieno periodo aragonese le mura più esterne furono aperte in sei punti, creando le 6 porte di accesso che troviamo rappresentate nello stemma della città. L’ultima cinta era quella che, toccando le attuali strade di Via Marconi, Via Orefici e Viale del Castello, consentiva gli spostamenti tra la città e la collina Monforte. 

Dal XVI secolo in poi, il Castello inizia a perdere le sue funzioni e, complice il forte inurbamento verso valle, viene “abbandonato” trasformandosi in carcere prima e camposanto poi.

Viale del Castello
ponte levatoio
Viale delle Rimembranze
portale
santuario
castello 1
interno
interno
viale delle rimembranze

Non ci sono regole
di architettura per un castello tra le nuvole...